Programma dal 28 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009
Domenica 28 dicembre 2008 – Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Lunedì 29 dicembre 2008
6,45 Lodi
18,30 Vespri a Calamosco
19,15 Messa a Calamosco
Martedì 30 dicembre 2008
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 31 dicembre 2008
6 Messa e Lodi
Giovedì 1 gennaio 2009 – Solennità di Maria Ss. Madre di Dio
18,30 Messa alla Dozza
Domenica 4 gennaio 2009 – II dopo Natale
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
15,30 Ora media e adorazione eucaristica
17,30 Rosario
18,30 Vespri
Domenica 11 gennaio 2009 alle ore 17,30 nella Chiesa Cattedrale, durante la messa presieduta dal card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, l’accolito Renzo Strazzari presenterà la sua candida-tura al ministero del diaconato.
Il catechismo dei bambini riprende domenica 11 gennaio alle ore 10.
Un piccolo "miracolo" pre-natalizio. O meglio, una piccola "parabola" e la sua facile spiegazione. I protagonisti sono gli scolari della nostra Scuola Media Paterna della Pace: molti titoli per una cosa piccolina! L'insegnante di musica è quasi un martire: il turbine degli allievi e la sua sconfinata pazienza lo stanno portando alla gloria dei cieli e all'eterna gratitudine della comunità cristiana. Ma il suo lavoro ha portato frutto. Ci chiede di ospitare in chiesa un breve Concerto di Natale, sostenuto da un valente coro di suoi amici e seguaci, con la partecipazione dei nostri piccoli.
Volentieri mi dispongo alla tipica cattura di una serata, in cui lo sforzo per non dormire è sostenuto dalle molte grane che mi porto nel cuore e sullo stomaco. Ma tutto improvvisamente prende in me un'attenzione imprevista e, in breve, appassionata. A turno, canto per canto, gli scolari della Media si esibiscono, chi con la voce, chi con uno strumento. E molto bene. Allora, tutte quelle ore nelle quali mi arrivavano in stanza le grida dei pargoli e i gemiti del maestro non sono state inutili. Il massimo però arriva adesso! Diversi di loro hanno studiato lo spartito di un canto, e, a turno, assumono la direzione del Coro! Chi un po' imbarazzato. Chi molto disinvolto. Bene tutti, però!
E io conosco bene ognuno di loro. Le fragilità, le fatiche, le paure. Sono un nonno, e mi si deve compatire. Come "Preside" ogni tanto amministro una sgridata, che poi pago cara con me stesso, perchè in seguito mi sembra sempre eccessiva. E quella come l'avrà presa? E quello come starà?...E tutta una preoccupazione assurda a che i genitori non lo vengano a sapere, perchè sono di quelli che invece di difendere i loro figli contro la scuola, come è ormai costume civile il più diffuso, rincarano la dose con i loro piccoli furfanti.
Fatto sta che dopo pochi momenti di musica, mi trovo completamente sciolto in commozioni irrefrenabili. E le signore e i signori del Coro, bravissimi, seguono con lo sguardo ogni gesto del "direttore", e sembra proprio che lui diriga! E' la sera dell'antivigilia di Natale, e guardando i miei bambini penso al Bambino. A questo "il più piccolo nel Regno dei cieli" nato a Betlemme e fatto riposare nella mangiatoia, mandato qui con il divino compito di prendere in mano l'intera orchestra del mondo per tentare di avviare un canto nuovo, una musica di luce, una sinfonia di pace.
E così tento di dire nel discorsetto finale che il parroco deve tenere. Con un grande groppo in gola e una lieta esultanza negli occhi e nell'anima, dalla cattedrale della Dozza spiego la piccola parabola dei "maestri direttori", per augurare a tutti - la chiesa è piena - che il concerto diretto dai bambini sia l'immagine della storia nuova che Gesù ha inaugurato per l'umanità. Lo lasceremo dirigere il coro dei popoli, delle culture, delle fedi religiose? Gli permetteremo di far cantare insieme i nemici perchè diventino amici, e i poveri e i ricchi insieme, perchè tutti diventino abbastanza poveri per aver bisogno degli altri e abbastanza ricchi per aver qualcosa di bello e di buono da comunicare? Buona Domenica della Santa Famiglia. Giovanni della Dozza.
Parrocchie di
CASELLE, RONCHI-BOLOGNINA, SAMMARTINI

Mercoledì 24/12: Vigilia del Natale del Signore
Ore 18,00 S. Messa vigiliare a Bolognina.
Ore 23,00 S. Messa della notte a Sammartini.
Giovedì 25/12: Natale del Signore
Ore 11,00 S. Messa a Caselle.
DOMENICA 28/12: S. Famiglia di Nazareth
Ore 11,00 S. Messa a Sammartini.
Domenica 4/1/2009: II Dopo Natale
Ore 11,00 S. Messa a Sammartini.
Martedì 6/1: Epifania del Signore
Ore 18,30 S. Messa a Caselle.
Domenica 21 dicembre 2008 alle ore 21.00 ..."celebrato il mistero del Natale" nella Chiesa della Parrocchia della Dozza da parte del Coro di S.Egidio che si è lasciato dirigere dai ns. "piccoli" della Scuola Familiare. Un saggio musicale regalatoci dal loro insegnante Filippo che li ha preparati ed insieme al suo coro li ha fatti esibire davanti a genitori ed amici. Rappresentazione bellissima ed emozionantissima per tutti, di cui, in attesa dei contributi fotografici, potete ascoltare/scaricare il file audio cliccando qui
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Ed ecco i primi contributi visivi (cliccare sulla foto per l'album di Michele Fini)
Caro don Giovanni, a seguito della Messa natalizia da lei celebrata nel nostro Reparto di Oncologia Pediatrica, ho pensato di comunicarle un'idea che mi sembra interessante. Le chiedo se si potesse affidare alle persone in Carcere la confezione di piccoli oggetti la cui vendita potrebbe andare a vantaggio dei nostri bambini ammalati attraverso l'Associazione dei Genitori di Oncologia ed Ematologia Pediatrica (AGEOP). Mi sembra possa essere la speranza di un bel regalo per il Natale di tutti. Con amicizia. Messaggio firmato
Caro Roberto, la tua idea è meravigliosa! Che le mani dei nostri amici del Carcere possano essere carezza per i nostri piccoli fratellini dell'Oncologia è segno di una fede semplice e grande, capace del sorriso della speranza e del calore della carità. Vediamo se la delicatezza delle situazioni ci può concedere la gioia di un incontro così bello. La Messa dell'altro ieri e la festa di questa mattina per il regalo natalizio ai nostri bambini sono stati per me i momenti forti di questi ultimi passi verso la Festa della nascita di Gesù. In queste occasioni pare di capire un po' di più perchè Dio abbia voluto percorrere la strada in discesa che lo ha trascinato a nascere povero bambino nell'umiltà di Betlemme. La piccolezza dei nostri figliolini dell'oncologia pediatrica raccoglie nei loro volti e nelle loro persone la condizione ferita dell'umanità e la luminosa innocenza del Figlio di Dio. E in questo misterioso incontro tra la povertà dell'uomo e l'amore di Dio sembrano venire coinvolti tutti quelli che partecipano alla grande avventura di questi nostri piccoli fratelli. I loro papà e le loro mamme, innanzi tutto: persone alle quali ti avvicini con tremante esitazione nella consapevolezza di un dramma che li avvolge, e dalle quali ricevi immediatamente il sorriso di un'accoglienza riconoscente e immeritata. Anche in questi giorni ho visto il misterioso scambio: loro chinati sulla ferita dei loro piccoli, e questi bimbi che, sempre coraggiosissimi, li portano per mano nella via di una speranza più forte di ogni prova. E così i medici e gli infermieri del Reparto: penso sempre a come siano fortunati i loro figli, con genitori così esperti di un affetto materno e paterno che sembra essere la guida profonda della loro straordinaria professionalità. E tutto il volontariato dell'Associazione, l'Ageop, angeli e registi di una liturgia della tenerezza che passa per il gioco, attraversa le ore scolastiche, prepara le feste come quella di Natale, ed esce nella città per visitare e vegliare sui bambini e sulle famiglie che abitano negli appartamenti dell'Associazione - pochi per le necessità sempre crescenti - tende di accogliente riparo per chi viene da molto lontano - qualcuno anche dall'Africa! - e non può star lontano dalla vigilanza e dalle cure dei nostri dottori. Sento troppo spesso parlare male dell'Italia, e qualche volta anche della nostra Bologna. Ma finchè in Italia e a Bologna ci saranno volti e luoghi come questi, l'Italia e Bologna rimarranno speciali. E con questo auguro a tutti i nostri lettori del Carlino un Natale di pace. I nostri bambini sono in ogni modo luogo di pensiero e di mistero per tutti. Per chi ha l'immeritata sorte della fede sono splendore della gloria di Dio che nasce tra noi. A tutti chiedo una preghiera per me, peccatore, ma fiducioso nella misericordia di Dio. d.Giovanni.
Programma dal 21 al 28 dicembre 2008
Domenica 21 – IV di Avvento
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Catechismo (ultimo incontro: riprende domenica 11 gennaio 2009)
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
dalle 14,30 alle 18,30 a Sammartini: proclamazione di tutto il libro dei Numeri, in preparazione alla prossima lettura del libro dei Numeri che incomincerà venerdì 2 gennaio 2009
Lunedì 22
6,45 Lodi
18,30 Vespri a Calamosco
19,15 Messa a Calamosco
Martedì 23
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 24
6,45 Lodi
17 Messa vespertina nella vigilia della Solennità del Natale
24 Messa della notte
Giovedì 25 – Solennità del Natale
10 Messa dell’aurora a Calamosco
11,15 Messa del giorno alla Dozza
Venerdì 26 – Festa di S. Stefano
18,30 Messa
Sabato 27 – Festa di S. Giovanni
8 Messa
Domenica 28 – Festa della Santa Famiglia
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
"avvenga per me secondo la tua parola" Lc 1,38
Sam 7,1-5.8b-12.14a.16
Rm 16,25-27
Lc 1,26-38
Di seguito link ad altro sito con le letture anche in formato audio:
http://www.proclamarelaparola.it/dblog/articolo.asp?articolo=104
Carissimi,
dalla sera di domenica 28 dicembre alla
mattina di mercoledì 31 dicembre,
terremo a Sovere (Bg) la nostra
Scuola della Pace,
con la sessione “breve” invernale,
che ha il compito di introdurre il tema che sarà più ampiamente svolto nel mese di agosto.
Il tema di quest'anno è la visione sulla situazione globale, a partire dalla grande crisi economica che in modi diversi visita tutto il mondo.
Saranno relatori:
- lunedì 29 Dino Greco e Giancarlo Micheletti;
- martedì 30 Carlo Dell’Aringa e Giuseppe Tumminello, che già abbiamo conosciuto e apprezzato la scorsa estate.
Un abbraccio. Giovanni e Francesco
Relatori
Dino Greco è segretario della Camera del Lavoro di Brescia e membro del direttivo nazionale Cgil.
Giancarlo Micheletti è dirigente industriale e diacono della parrocchia della Dozza.
Carlo Dell’Aringa è Professore Ordinario di Economia politica all’Università Cattolica di Milano e Direttore CRELI (Centro di Ricerche Economiche sui Problemi del Lavoro e dell’Industria).
Giuseppe Tumminello è Professore di Sociologia del lavoro all’Università di Parma.
Iscrizioni: a Stefano Bergamini (tel 3405393044).
Quota: 50 €
A gennaio come sapete inizierà la lettura del libro dei Numeri. La Piccola Famiglia dell'Annunziata come di consueto ha preparato una "esapla" del testo biblico: una versione poliglotta in sei colonne: Luzzi (riveduta del Diodati, 1924), Ebraico, Nuova CEI, Greco dei LXX (ed. Rahlfs), traduzione dal greco, Vulgata. Scarica il pdf (zip 2,3 Mb).
Cliccando sull'immagine qui a fianco potete vedere le risorse "lectio dei numeri" disponibili (al momento nessuna oltre all'esapla!)
Caro don Giovanni, le invio questo breve messaggio per chiederle un parere e forse anche un favore. Consigliato dai miei tre figli molto impegnati nella nostra parrocchia e nello scoutismo, ho pensato di fare anch'io un po' di volontariato. Sono in pensione e ho passati i sessanta. Posso fare qualcosa anch'io? E lei mi può dare un posto nelle sue opere di carità? Grazie. Messaggio firmato.
Caro amico, penso che molti lettori e lettrici le invidieranno questi tre figli, non solo bravi loro, ma anche così sapienti e attenti verso il loro papà. Segua senz'altro il loro consiglio. E venga pure a trovarmi. Per i sessant'anni passati le dico subito che questo è da considerare non un impedimento, ma un grande vantaggio. Sempre più vedo come situazioni complesse e delicate di molte persone che cercano un aiuto esigano parole e gesti di grande maturità, frutto di esperienze di sacrificio, di dolore e di speranza come capita ad ognuno nella sua vita. E questo lo devo dire anche perchè di anni io ne ho quasi settanta!
Piuttosto,vorrei rispondere alla sua domanda con una considerazione che negli anni mi si è sempre più confermata. Ogni servizio di carità, prima di essere un bene fatto ad altri, si rivela come un grande dono ricevuto da chi lo compie. Quando nella mia piccola famiglia monastica una sorella o un fratello pronunciano il loro impegno definitivo con il Signore, nel momento in cui ricevono l'abito quotidiano della loro vita, vengono accompagnati da questa preghiera:"Signore, se li riterrai degni, portali a mangiare, per amore, il pane dell'amarezza, e a sedersi alla tavola alla quale siedono i peccatori e gli increduli per farsi loro fratelli, e sentirsi daTe, ad ogni istante, gratuitamente con loro giustificati e salvati". Quindi, per servire chi è più svantaggiato o più lontano, è necessario innanzi tutto, sedersi alla stessa tavola, e cioè condividere fraternamente, con affettuosa simpatia, la condizione dell'altro. Per scoprire che stare alla stessa mensa dei poveri è dono che ci assimila a loro e ci fa, con loro, nutriti dallo stesso Padre buono. Perchè, in un modo o in un altro, tutti alla fine siamo poveri. Tutti abbiamo bisogno di essere salvati. Tutti peraltro abbiamo qualcosa da comunicare e da dare. Vedrà che bello: l'amore non è assistenza, ma fraternità. Buona Domenica. d.Giovanni.
(p)Link
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