Programma dal 31 agosto al 7 settembre 2008
Domenica 31 agosto- XXII del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Lunedì 1 settembre
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Martedì 2 settembre
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 3 settembre – S. Gregorio Magno
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Giovedì 4 settembre – S. Mosè
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Venerdì 5 settembre – B. Teresa di Calcutta
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Sabato 6 settembre
6 Messa e Lodi
16 Matrimonio di Antonino e Giulia Micheletti
18,30 Vespri
Domenica 7 settembre – XXIII del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Dal pomeriggio di sabato 13 settembre al pomeriggio di domenica 14 si svolgerà a Cesenatico l’annuale incontro della nostra parrocchia con la parrocchia di Sammartini. Informazioni e iscrizioni presso Angelo Papa: cell. 3383344888 - email ga14721@iperbole.bologna.it
Domenica 14 settembre ci sarà un’unica messa alle ore 10 a Calamosco.
L'8 Settembre 2008 come tutti gli anni in occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria celebreremo anche la Festa della Regola. Ci troveremo a Montetauro presso la Piccola Famiglia dell’Assunta
Alle 16,00 La santa Messa.
Come arrivare:
In auto:
Per chi viene da sud e da nord epercorre l’ autostrada
A/14 l’ uscita è quella di Rimini sud. Indi: a destra. Al
I semaforo, a destra. Al II semaforo, a destra. Dopo 10
km Ospedaletto, dopo 2 km Pian della Pieve. A sinistra
salita ripida. A destra 50 mt. sei arrivato.

In treno:
Giunti alla Stazione di Rimini prendere l’ autobus
linea 3 (per Ospedaletto) e scendere al capolinea;
quindi contattarci per il trasporto fino a Montetauro.
Per informazioni o comunicazioni contattare:
Tel. 0541656882—fax 0541659078
Cell. 349/2225296 Elisa
E-mail: elimont@montetauro.it
Caro don Giovanni, da tempo seguo la sua rubrica domenicale che mi è stata segnalata da un amico. Mi fa del bene perchè mi trovo in stato di grande angoscia. Esternamente tutto va bene, sia il lavoro che la famiglia, anche con delle soddisfazioni. Ma dentro è un inferno, perchè sono un peccatore e continuo a ricordare anche tutti i peccati della mia vita. E anche davanti a tutti i problemi che nascono oggi, rispetto ai comandamenti della chiesa sono fuori. Sono come contro un muro in qualsiasi questione. E mi sento troppo debole per sperare che qualcosa possa cambiare nella mia vita. Lei cosa mi dice? La cosa è importante perchè penso di non essere solo in questa situazione. Ovviamente non mi firmo. La saluto con simpatia.
Caro amico, Le devo subito dire che in questa situazione non ci sono solo i suoi amici, ma ci sono anch'io, perchè peccatore sono anch'io. Tuttavia mi fa piacere rispondere al suo messaggio, nella speranza di lasciarle l'accenno di una speranza che nella mia vita è ormai del tutto essenziale. Vede, la differenza tra la sua e la mia condizione sta tutta solo in un punto. Ma è un passaggio decisivo per trovare la pace e custodire la speranza. Tutto il segreto sta nel Vangelo. Adesso mi permetto di porre un discorso molto delicato che meriterebbe ben altra competenza e sapienza della mia! Ma, come le dicevo, desidero solo passarle un piccolo suggerimento. Il passaggio decisivo nella vita del credente è quello che lo porta dalla Legge al Vangelo. La Legge, anche quella di Dio, è necessariamente precisa e molto specifica. Il precetto è quello! O si ubbidisce o si è fuori. La Legge stabilisce necessariamente un confine: Così, sì; così, no. Il Vangelo è una strada. In certo senso è la stessa strada della Legge, anzi è quasi sempre una strada molto più luminosa ed esigente rispetto ai comandamenti della Legge. Ma il precetto è fermo: lo si può certamente capire meglio, però, quello che asserisce... è quello.E sta a me, con le mie deboli forze, accoglierlo e ubbidirgli. Il Vangelo invece - e qui la prego di non stupirsi troppo! - è una Persona, è la Persona di Gesù. Essendo una Persona, non è ferma. Il Vangelo si muove in cerca di noi, ed è capace di raggiungerci dovunque ci troviamo, anche in mezzo al più cupo disastro che abbiamo combinato. Ed essendo la Persona del Figlio di Dio, non si limita a dirci quello che è giusto o sbagliato, ma ci prende per mano. E ci accompagna e ci sostiene in tutti i passi della vita nuova che ci annuncia. E ce l'annuncia non solo come la vita giusta, ma come la vita giusta e bella "per noi". Quando ascoltiamo il Vangelo del Signore - cioè il Signore del Vangelo - ci sentiamo feriti e qualche volta spaventati, perchè ci viene detto di una vita meravigliosa che ci pare impossibile. Ma nello stesso tempo, piano piano, cominciamo ad intuire che quella vita meravigliosa è proprio quella che nel fondo del nostro cuore più desideriamo. Ma devo concludere! Allora, provi a leggere il Vangelo, o meglio ad ascoltarlo, perchè è un libro quello che si legge, ma è una Persona quella che si ascolta. Un poco ogni giorno. Lasci che in questo modo il Signore visiti la sua vita: Lui non si spaventa dei nostri peccati. Qualcuno dice addirittura che frequenta troppo i peccatori. Ma è venuto per questo! Al punto che se uno si pensa a posto, Lui gli fa sapere che non è venuto per lui. Si fermi dal tentativo di lottare da solo contro i suoi mali. E' una battaglia persa. Vedrà che la seduzione del Vangelo diventerà più potente di tutte le altre. Se crede, mi faccia sapere come va questo suo nuovo viaggio in buona compagnia. Cordialmente. d.Giovanni.
Programma dal 24 al 31 agosto 2008
Domenica 24 agosto – XXI del tempo ordinario
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Dal pomeriggio di sabato 13 settembre al pomeriggio di domenica 14 settembre si svolge a Cesenatico l'annuale incontro della nostra parrocchia di Dozza e Calamosco con la parrocchia di Sammartini.
Prenotarsi presso Angelo Papa: cel. 3383344888 - email ga14721@iperbole.bologna.it
N.B.: PERTANTO DOMENICA 14 SETTEMBRE: MESSA UNICA ALLE 10.00 A CALAMOSCO; LA MESSA DELLE 11.15 ALLA DOZZA NON CI SARA’.
Domenica 31 agosto – XXII del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Caro Giovanni, ci siamo conosciuti molti anni fa a Corticella. Ci siamo ritrovati per un po' di tempo quando sei ritornato nella mia parrocchia in attesa del nuovo parroco. Questo mi ha fatto ritornare alla storia della mia vita e in questi giorni mi porta verso di te mentre considero la mia povera esistenza dove tutto è stato difficile, con un matrimonio travagliato, i figli molto impegnativi, un lavoro di grande fatica e con poca soddisfazione, che per fortuna da qualche mese è finito. Adesso sono una pensionata malinconica che si domanda il senso della sua vita di donna e di madre. Mentre ti mando queste parole penso a molte donne nella mia condizione, anche tra le mie amiche. Se nel caldo di ferragosto vorrai rispondermi con qualche parola, penso che saranno parole non solo per me, ma anche per molte altre... Lettera firmata
Ti rispondo mentre cerco di raccogliere un po' di preghiera verso la Messa della festa di oggi, l'Assunzione di Maria al cielo, o, come dicono i nostri fratelli cristiani d'oriente, la sua Dormizione, cioè il giorno della sua morte. Finora non sono andato oltre il testo dell'Apocalisse che nella liturgia di questo giorno celebra l'immagine meravigliosa di questa Donna posta al cuore di tutta la creazione, ornata dal sole, dalla luna e dalle stelle, che grida per il dolore nel travaglio del parto. Davanti a Lei c'è minaccioso un Drago che vuole divorare il Bambino che sta per nascere. Ma Dio prepara per Lei un rifugio nel deserto dove la nutre per tutta la sua vita terrena. E il Drago della morte viene precipitato. E' la gloria del femminile che viene a rappresentare l'intera umanità visitata e sposata dall'amore di Dio. E' l'umanità che diventa feconda di Dio, Madre del Figlio di Dio. E' il segno di una guerra nuova e di una nuova potenza. Una guerra che si vince facendosi "deboli" nel dono della vita, dando la vita e non la morte. Il deserto è il luogo dell'amore dove Dio ha protetto e nutrito i padri ebrei. E' quella geografia dello Spirito dove ogni giorno Dio fa scendere il Pane della Vita sul deserto della nostra umile esistenza. Ho provato a mettere le parole che mi hai scritto nella luminosa bellezza di questa immagine, e così te le restituisco. Spero che in questo modo tu possa avvertire che la tua vita sta celebrando il Mistero della Donna come grembo della vera speranza. Certo, la scommessa della storia è molto alta: forse avrai visto, in qualche giornale di questi giorni, la fotografia di quella donna nuda e umiliata, accusata di svendere il tesoro del suo corpo. Il Signore te l'affida insieme alle tue amiche di cui fai cenno, perchè tu la ripari nella pace del tuo dolore consolato e allietato dalla tua bella fede.
E c'è un'altra donna che ci viene incontro nel Vangelo domenicale di posdomani, quando forse leggerai queste mie righe. E' una donna straniera, capace di provocare e quasi di costringere Gesù ad aver compassione di lei e della sua bambina. "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini" le ha detto Lui. "E' vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni" lei gli risponde. E afferma in questo modo la dimensione universale di una maternità che veglia su ogni persona e su ogni dolore. Anche tu, cara amica, puoi ora celebrare la tua tristezza come dolore fecondo per tutti coloro che vicini e lontani attendono l'ora della salvezza. Spero di vederti presto. Buona Domenica. Giovanni.
Di seguito il link ad un po' di documentazione fotografica della ormai tradizionale settimana trascorsa ad Alba di Canazei presso la casa Matteo Talbot dell'ONARMO di Bologna:
tempo splendido, cibo ottimo ed abbondante, belle gite e passeggiate.
![]() |
| Dal 21/06 al 28/06 ad Alba di Canazei |
Ultima aggiunta di foto il 10/08
Caro don Giovanni, sono una vecchia signora sola, e abito in campagna, nella provincia di Bologna. Molti anni fa lei mi aiutò a trovare una donna che potesse aiutarmi nelle mie difficoltà. Non c'era ancora la bella iniziativa Rut e Noemi del suo fratello reverendo Martino, del quale mi hanno parlato bene in tanti. Quella donna è stata una salvezza. E' ancora con me. Se penso a prima, che stavo anche meglio, ero una povera e con lei tutto è stato più facile. Adesso siamo come sorelle. Io sto con mia figlia un mese quando lei torna al suo paese. Poi torniamo insieme. Lei fa il sacrificio di essere lontana dalla sua famiglia, marito e tre figli grandicelli. Però li aiuta molto perchè io le do tutto quello che posso. Con tutto quello che si sente alla televisione, io le chiedo don Giovanni, chi è il povero, questo mio angelo che ha cambiato la mia vita, o io che ero sola con la mia vita difficile? Intanto la ringrazio ancora mille volte, e scusi gli errori perchè ormai quasi non so scrivere perchè sono di novanta anni. Ossequi. Lettera firmata
Che bella lettera mi ha spedito, cara Signora. Sono commosso per la sua gentile memoria. Della vicenda di Martino e della sua cooperativa bisognerà che parliamo anche nella nostra rubrica. Intanto mi fa piacere entrare nell'argomento che lei propone. Dunque, chi è il povero? Questa mamma che lascia la sua famiglia per sostenerla con il suo lavoro, e per questo si esilia dai suoi cari per svolgere un umile lavoro? O Lei che l'ha ricevuta con tanto affetto e che da questa persona riceve tanto bene?
Proprio in questi giorni mi sono incontrato, nel Vangelo secondo Marco, in quel uomo troppo ricco che tristemente rinuncia a mettersi in viaggio con il Signore. Secondo Marco, non era un giovane. Forse, anzi era abbastanza anziano da poter guardare tutta la sua vita per coglierne il significato più profondo. Di bello quest'uomo ha che, pur non mancandogli niente, avverte dentro di sè una misteriosa povertà. La percezione che qualcosa gli manca. Si può addirittura pensarlo come uno dei "poveri in spirito" di cui cantano le beatitudini evangeliche. E il Signore lo rassicura circa il volto buono della sua vita: l'osservanza dei comandamenti di Mosè fin dalla giovinezza gli consente di guardare con pace al cammino della sua vita.
Ma siccome Gesù coglie in lui questa sete interiore, lo guarda con amore e lo invita a lasciare ogni sua ricchezza per avere un "tesoro nel cielo" attraverso i poveri che riceveranno il suo aiuto. E quindi lo chiama a seguirlo. Ma l'uomo non riesce ad accogliere l'indicazione di Gesù. Le sue molte ricchezze lo imprigionano nella tristezza di un rifiuto e di una strada di solitudine. Quest'uomo ricco è in realtà un povero. Lo è in senso positivo, dicevo prima, perchè nelle cose di Dio e nelle vicende del nostro spirito, è positivo essere sempre affamati e assetati di un dono divino che non si può mai possedere per intero, e che, nella sua meraviglia, suscita nel cuore un'incessante bisogno di cammino e di crescita.
Ma purtroppo è povero perchè la sua indigestione di benessere lo costringe alla povertà terribile della sua solitudine da Gesù. Lei, cara Signora, oggi ci insegna che la compagnia e la comunione con questa donna straniera, proprio come la biblica Rut per l'Ebrea Noemi, è diventata la sua preziosa ricchezza. La povertà di risorse di quella sua sorella e amica è diventata ricchezza per lei, che peraltro permette a questa mamma di famiglia di sostenere la vita dei suoi cari. Forse siamo tutti poveri. Ed è bello che questo ci faccia capire che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri. Per questo Gesù ci ha lasciato il compito di "lavarci i piedi gli uni gli altri". Ognuno ha bisogno dell'Altro. E non c'è nessuno che non abbia da dare a qualcun'Altro un poco di buono. Le cose il Signore le ha pensate e fatte veramente bene. Grazie ancora, cara amica, e Buona Domenica ai lettori del Carlino. d.Giovanni della Dozza.
Favolosa camminata verso il rifugio Bonatti di Giobba, Davide e Samuele. Eccovi alcuni scatti esclusivi:
![]() |
| Rifugio Bonatti |
Programma dal 10 al 17 agosto 2008
Domenica 10 – XIX del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Lunedì 11 – S. Chiara
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Martedì 12 – S. Giovanna Francesca Frémiot de Chantal
6 Messa e lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 13 – Ss. Ponziano e Ippolito
6 Messa e lodi
19,15 Vespri
Giovedì 14 – S. Massimiliano Maria Kolbe
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Venerdì 15 – Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
17,45 Vespri
18,30 Messa
Sabato 16 – S. Stefano d’Ungheria
6 Messa e lodi
18,30 Vespri
Domenica 17 – XX del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
Ho conosciuto un "paradiso difficile". E lo frequento. Può esistere un "paradiso doloroso"? Forse no. Ma è possibile e reale questo luogo di concentrazione del dolore tutto illuminato da una costante, dolce liturgia della bontà e della bellezza. E' in mezzo a quel grande dolore che m'incontro con la luce del paradiso. I piani alti del grande ospedale per i bambini. La domanda difficile: "perchè loro?".
Ma il mistero dell'Innocente, il mistero del Figlio senza colpa e del suo patire fino in fondo, non si può dire. Si può piangere. Si deve tacere. Non c'è libero accesso a quel luogo. Se vi sei ammesso, entri anche tu, incerto e balbettante, nella grande liturgia dell'amore. Lì tutto mi sembra semplicemente perfetto. L'assoluta competenza dei terapeuti e dei loro aiutanti, è immersa e adornata da una indescrivibile gentilezza dell'affetto. Il sorriso c'è, ma non è mai risata. La diagnosi e il percorso da affrontare sono quasi sempre difficili, ma non si presentano mai privi di tenerezza, di attenzione, di composta speranza.
Anche il luogo è bello. Una clinica è una clinica. Ma qui tutto è perfetto: anche gli arredi e gli oggetti sembrano volersi piegare su questi "più piccoli" tra i fratelli di Gesù. Un'associazione di genitori che hanno attraversato lo stesso deserto, e vogliono sostenere la fatica di chi ora lo sta percorrendo, opera in perfetta armonia e in viva collaborazione con tutti gli operatori. Passare per l'uffcio dell'associazione è già incontrarsi con una competenza che strappa dalla desolazione della solitudine chi si vede precipitato in un mai pensato dramma. E questi sono le mamme e i papà dei bambini. La malattia dei piccoli è la loro malattia. Ogni esito, ogni regresso, ogni speranza, sono dei loro figli non più che di loro.
E' anche, bisogna dirlo, una sconvolgente scoperta: quello che vivevi nella semplice e quotidiana dedizione per tua figlia o tuo figlio, ora ti è davanti come una misura immensa d'amore che così intrecciata al dolore ti sembra importabile. Qualche volta mi è sembrato di ascoltare come un urlo silenzioso e angosciato. Accanto ai piccoli ospiti ci sono altre presenze di grande rilievo, presenze assenti, ma presenze: i loro fratelli e le loro sorelle; più piccoli, più grandi, inevitabilmente coinvolti e travolti da questa necessaria concentrazione dell'affetto materno e paterno per l'assente diventato anche troppo importante. E' una delle grandi preoccupazioni dei genitori quella di rimarginare continuamente la ferita provocata dallo squlibrio che i segni quotidiani dell'affetto devono subire.
Ma al centro di tutto, protagonisti straordinari, ci sono loro, i piccoli malati. Loro, oggetto di tutte le cure e di tutte le straordinarie attenzioni dei grandi, loro sono in realtà i grandi operatori di quel miracolo. Sia perchè troppo piccoli per comprendere tutto, sia, mi sembra, per un miracolo di sapienza infantile, in loro la resistenza al male, la parola della speranza, la capacità di giocare, talvolta anche l'impegno di una scuola interna guidata da grande esperienza, tutto questo e molto altro fa di loro le vere fonti di tutto il bene che in quel posto viene cercato e fatto. Tutto è fatto per loro.
Ma sono loro a promuovere ogni cosa verso quel porto di salvezza cui tutti cercano di guardare. Perchè, grazie al Signore, questo porto c'è! Il progresso scientifico e tutto quello che a livelli altissimi di competenza, di studio e di audacia, viene fatto per i piccoli, tutto aiuta a sostenere la fatica del cammino con la prospettiva di un esito di guarigione e di gioia. Giovanni
(p)Link
Storico
Stampa






.jpg)


Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3