11,15 Messa alla Dozza
Lunedì 2
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Martedì 3 – Festa di S. Tommaso apostolo
6 Messa e lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 4 – S. Aggeo profeta, S. Elisabetta di Portogallo
6 Messa e lodi
19,15 Vespri
Giovedì 5 – S. Antonio Maria Zaccaria
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Venerdì 6 – S. Maria Goretti
6 Messa e lodi
19,15 Vespri
Sabato 7
6 Messa e lodi
18,30 Vespri
Domenica 8 – XIV T.O.
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa
15,30 Ora media e Adorazione eucaristica
17 Rosario
18,30 Vespri
Carissimo don Giovanni, mi trovo davanti al mistero del mio cuore. Aspetto il mio terzo figlio, che arriva imprevisto ma che non c'è ragione di pensare non gradito. Eppure io non riesco ad essere felice. Mio marito lo è. I due bambini anche. Io sono sola nella mia misteriosa tristezza. Parlo di mistero perchè non riesco a capire nè l'origine nè le ragioni di questo mio animo cupo. Mi scusi se non firmo il messaggio. Con stima e affetto.
Penso che questo bambino sia molto fortunato. Il papà e i fratellini lo aspettano con gioia. La mamma lo aspetta con un interrogativo doloroso nel cuore. Tutto questo mi prende per mano verso Maria di Nazaret. Il Vangelo ci parla della gioia della Madre di Dio, in un'occasione speciale, quando nella casa di Elisabetta compone la canzone che è la più bella di tutta la Bibbia, e canta la sua esultanza perchè Dio ha guardato alla sua piccolezza e alla sua povertà. Quello che le è stato chiesto e affidato è infinitamente più grande di Lei. E su questo non riesce ad abbandonarsi alla gioia. A Nazaret si è spaventata da subito, quando quella persona bella come un Angelo le entrata in casa e l'ha salutata in modo troppo impegnativo. E l'incontro era terminato con il suo assenso umilissimo, per dire che la serva avrebbe accolto tutto quello che il suo Signore le avesse mandato. Questa esperienza d'essere lo scrigno di un tesoro incommensurabile non l'avrebbe più abbandonata. Anche quando intorno a Lei tutto sembrava procedere normalmente, il suo cuore era sempre occupato a pensare e a ripensare alla sua vita diventata tanto misteriosa, e in particolare a quella spada che un vecchio le aveva preannunciato mentre a Gerusalemme stava portando il suo bambino nel Tempio. Crescendo, il Bambino l'avrebbe sempre più coinvolta, da quando s'era perso in una conversazione di alta teologia con un gruppo di studiosi e maestri, a quando era stato così strano, insieme severo e remissivo, per la vicenda di quell'acqua diventata vino da nozze. La grande tradizione ikonografica orientale, che insegna a dipingere secondo severe regole spirituali, non fa mai ridere i suoi personaggi. Ricordo che ne chiesi la ragione ad un anziano maestro russo, che tranquillamente mi rispose che un ridere che mostra i denti come la reclame di un dentifricio renderebbe i volti come musi di lupi rapaci. Sorridere, magari sì. Ridere, no. E Lei, la Madre, speciale anche in questo: con un sorriso che sia anche riflessione, e anche un po' tristezza. Difficile da rendere, perchè vuole e deve essere l'immenso mondo che la piccola Donna di Nazaret si porta dentro. Al sommo di tutto c'è l'immagine del Natale. Chiedo sempre al vecchio russo:"Perchè non stanno vicini Lei, Giuseppe e il Bambino, come nel nostro Presepe occidentale?", "Perchè in quel modo vorrebbe dire che Gesù è il figlio biologico di Maria e di Giuseppe". E quindi Lei è sola, distesa e vestita come una regina. Giuseppe è in un angolo a subire l'insidia tentatrice di un diavolo che gli ricorda quella notte di dubbi che solo un Angelo ha saputo dissipare. E il Bambino sta dietro di Lei, ed è messo stranamente. E' tutto fasciato, come si è usato fino ai miei tempi per ogni neonato. Ma quelle fasce troppo bianche sembranno accennare alle bende funebri di Lazzaro. E il lettino è proprio un piccolo sepolcro,dentro ad una grottina nera: Natale che guarda a Pasqua, un corpo di Bimbo che guarda alla Croce....Torno a Lei, cara amica. Provi a vedere se il mio balbettare le accende la stessa luce che a me è parso di cogliere nelle sue poche parole, e soprattutto nel suo parlare di mistero: da Gesù in poi, ogni esistenza è avvolta nel grande mantello del mistero del Figlio di Dio. Ogni nascita ne celebra la nascita. La gioia è nascosta nella sua misterioa tristezza. Con affetto. d.Giovanni.
Lunedi' 25 giugno
6,45 Lodi
9,45 Messa esequiale per Verther Trotta
18,30 Vespri
19,15 Messa
Martedi' 26 giugno
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Mercoledi' 27 giugno S. Cirillo di Alessandria
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Giovedi' 28 giugno S. Ireneo
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Venerdi' 29 giugno Solennita' dei Ss. Pietro e Paolo
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Sabato 30 giugno Ss. Protomartiri della Chiesa di Roma
6 Messa e Lodi
16,30 Messa a Calamosco con celebrazione del matrimonio
18,30 Vespri
Domenica 1 luglio Tredicesima del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa alla Dozza
COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE
'DEI VERBUM’
Mercoledì 20 giugno: Proemio + cap. 1,2 par. 872-873
Giovedì 21 giugno cap. 1, 3-4 par. 874>876
Venerdì 22 giugno cap. 1, 5-6 par. 877>879
Sabato 23 giugno cap. II, 7 par. 880-881
Lunedì 25 giugno cap. II, 8 par. 882>884
Martedì 26 giugno cap. II, 9-10 par. 885>888
Mercoledì 27 giugno cap. III, 11 par. 889-890
Giovedì 28 giugno cap. III, 12-13 par. 391>894
Venerdì 29 giugno Ss. Pietro e Paolo- Proprio
Sabato 30 giugno cap. IV, 14 par. 895
Lunedì 2 luglio cap. IV, 15-16 par. 896-897
Martedì 3 luglio cap. V, 17-18 par. 898>900
Mercoledì 4 luglio cap. V, 19-20 par. 901>903
Giovedì 5 luglio cap. VI, 21-22 par. 904-905
Venerdì 6 luglio cap. VI, 23 par. 906
Sabato 7 luglio cap. VI, 24-25-26 907>911
Eddy e Margherita realizzano altri 3 bellissimi video della festa di S.Antonio alias Decennale Eucaristica. Nell'ordine: la lettura continua del Vangelo durante l'adorazione, le musiche nel cortile della Dozza e la magnata e i balli della sera. Qui di seguito i video
Link YouTube: Decennale Eucaristica - Letture
Link YouTube: Decennale Eucaristica - Musica
Link YouTube: Decennale Eucaristica - Balli
Caro don Giovanni, in famiglia abbiamo deciso di trasferire a lei e alla sua rubrica una questione sulla quale abbiamo discusso tra noi genitori e i nostri figli senza riuscire a metterci d'accordo. Uno di loro che è scout e ha anche una certa responsabilità educativa nel suo gruppo diceva che oggi non è più possibile parlare di un ideale di povertà come si legge nel Vangelo e come ha vissuto un uomo come Francesco d'Assisi. Siamo arrivati a dirci che non si capisce come la povertà possa essere considerata un bene....(seguono quattro firme)
Il vostro messaggio mi ha riportato a molti anni fa nella casa della mia famiglia e al piacere un po' tumultuoso di queste discussioni conviviali. Tutto era occasione per discutere e dibattere. Ricordo che ci si scaldava parecchio. Credo che siano stati per me dei passaggi formativi di grande importanza. Non sono in grado di affrontare qui, in poche righe, un tema tanto complesso e delicato. Mi limiterò a comunicarvi un pensiero emerso tra un gruppo di amici ospiti a cena ieri sera, un'ora prima di trovare nella mia posta la vostra lettera. Abbiamo messo insieme una specie di associazione che si chiama "Povertà: nuove ricchezze" che vorrebbe verificare come proprio le grandi "povertà" del nostro mondo e del nostro tempo possano essere il principio fecondo di nuovi modi di pensare e di vivere. Un nostro nuovo commensale poneva delle obiezioni e delle difficoltà simili a quelle che voi avete trovato nel vostro dialogo sulla povertà. Abbiamo provato a mostrargli quanto sia positiva e feconda una povertà "evangelizzata", e quindi non abbandonata a se stessa, ma visitata dalla luce sapienziale della nostra fede in Gesù Cristo. In questa prospettiva la povertà come realtà e consapevolezza dei propri limiti diventa fonte e grembo dell'amore. La tesi di partenza è che ognuno è povero: chi in un modo chi in un altro, non c'è nessunno che "non abbia bisogno", anzi che non abbia bisogno di "essere salvato", cioè di essere preso per mano e liberato dalla propria prigionìa: chi dalla povertà materiale, chi dalla paura, chi da un male più grande di lui, chi da una qualche "ignoranza", chi dalla solitudine o dall'angoscia...E d'altra parte ognuno ha qualche cosa di prezioso da comunicare, da donare...anche a partire da una condizione che parrebbe razionalmente solo bisognosa. Dunque, ognuno è povero ed è ricco. Ognuno ha bisogno che un altro gli lavi i piedi, ed è a sua volta capace di lavare i piedi a qualcun altro. La reciprocità è elemento irrinunciabile dell'amore cristiano. Ci sono di questo delle verifiche molto interessanti anche in orizzonti esterni alla fede. Si faceva l'esempio della ricerca scientifica. Caduta la vecchia e dannosa tesi positivistica che sia possibile impadronirisi di tutto lo scibile, si è affermata una tesi opposta, e ogni ricercatore serio e onesto sa che l'orizzonte della sua ricerca trascende inevitabilmente ogni risultato raggiunto. La vera sapienza è sapere di non sapere. E non solo! Tende a scomparire nel nostro tempo l'immagine del "genio solitario", e il ricercatore lavora quotidianamente in collaborazione non solo con chi gli è fisicamente vicino, ma in certo modo...con tutto il mondo che come lui e con lui sta ricercando. Dunque, questo tipo di povertà, che si potrebbe verificare in infiniti altri campi dell'esperienza, è altamente feconda, sceglie la pace e ripudia la competizione, esalta l'umiltà e gode del bene che ognuno può ricevere e può ricambiare. d.Giovanni
Domenica 17 Giugno Undicesima del tempo ordinario
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
10 Messa a Calamosco
11,15 Messa
Lunedì 18 Giugno
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Martedì 19 Giugno S. Romualdo
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Mercoledì 20 Giugno
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Giovedì 21 Giugno S. Luigi Gonzaga
6,45 Lodi
18,30 Vespri
19,15 Messa
Venerdì 22 Giugno Ss. Paolino da Nola, Giovanni Fisher e Tommaso More
6 Messa e Lodi
19,15 Vespri
Sabato 23 Giugno
6 Messa e Lodi
18,30 Vespri
Domenica 24 Giugno Solennità della Natività di S. Giovanni Battista
6 Ufficio delle letture
8 Lodi
11,15 Messa unica a Calamosco in occasione della festa del patrono
15,30 Ora media e Adorazione eucaristica
17 Rosario
18,30 Vespri
Caro Giovanni, ti scrivo due righe brevi e del tutto anonime, anche se penso che pensandoci riuscirai a identificarmi. Dieci anni fa io e il mio allora fidanzato ti abbiamo chiesto di celebrare il nostro matrimonio, e allora eravamo felici e spensierati. Dopo dieci anni lo siamo molto meno. Anzi, per niente. Tutto va bene, ma noi no. Abbiamo due bambini belli e buoni, che danno da fare come tutti gli altrri. Ma è dentro di noi che non siamo contenti. Tutto è diventato sempre più pesante. Queste cose le dico anche per mio marito, anche se non ci parliamo mai di cose che contano. Io mi sento ancora giovane e molte volte preferirei essere libera. Non sono neanche sicura che lui sia fedele, ma ormai me ne importa poco. Chiudo subito con la domanda stupida che volevo farti. Non era meglio se ci fossimo tenuti liberi? Non sarebbe meglio che adesso, finchè non è troppo tardi, ognuno prendesse la sua libertà? Scusami se ti scandalizzo.
Non mi scandalizzi, cara amica che non riesco a riconoscere. Per questo non sono sicuro di poterti fare compagnia con pensieri che nascono e sono custoditi dalla fede. Mi sembri oggi piuttosto amareggiata e stanca. Molte volte incontro persone come te, per le quali non si può dire che percorrono volontariamente strade sbagliate, o che stanno egoisticamente cercando il proprio tornaconto, ma che sono dentro ad una grande fatica, interiore, psicologica, morale. Per arrivare a scrivere un biglietto come il tuo, bisogna proprio essere molto soli! Avrei il desiderio e la possibilità di farti conoscere persone della tua età e nella tua stessa condizione, liete per la strada che stanno facendo. Penso sarebbe oggi l'aiuto più vero che ti si possa offrire. Pensaci! Quelle stesse persone sarebbero in difficoltà se non ci fosse intorno a loro questo abbraccio di amicizia, di attenzione affettuosa, di desiderio di vivere la vita come una bella festa, e non solo come una grande sfacchinata. Intanto ti trascrivo un bel pensiero di un grande pensatore del passato.
"L'amore per quanto sia gioioso e indescrivibile sente il bisogno di legarsi. L'amore è assicurato eternamente solo quando è un dovere. La sicurezza che l'eternità concede all'amore elimina ogni inquietudine e lo rende perfetto. L'amore immediato, quello che si contenta di esistere, non può separarsi da un'angoscia, quella di poter sempre cambiare. Invece l'amore vero, che divenendo dovere ha assorbito in sè l'eternità, non cambia mai. Solo quando è dovere l'amore è eternamente libero, in una felice dipendenza". Queste parole mi sono state preziose in molte occasioni. Un abbraccio. Giovanni.
Eccovi il video di Margherita ed Eddy con qualche immagine delle belle giornate di preghiera e ascolto della parola di Dio intorno all'Eucarestia.
Link YouTube: Decennale Eucaristica 2007
(p)Link
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