Le Famiglie della Vistazione sono state invitate a messa dal Cardinale Carlo Caffarra, per celebrare la festa insieme. Le foto in esclusiva sono della Paola M. Il commento di Giovanni Paolo:
i componenti delle Famiglie della Visitazione invitati con gentilezza squisita da S.E. il Cardinale Carlo Caffarra a condividere con lui l'eucarestia della festa della Visitazione. Eravamo tutti rappresentati, fratelli sorelle e sposi e partecipavano alla celebrazione anche due sposi, conoscenti del Cardinale, che ricordavano i 20 anni di nozze. Il nostro vescovo, dopo aver inquadrato il grande ruolo di Maria nei misteri della nostra salvezza, ha ricordato come l'evento cui si riferisce la festa della Visitazione, è sostanzialmente un evento che si svolge in un contesto "familiare". Anche da qui dunque per noi la necessità e l'invito a custodire con amore e gelosia ogni realtà familiare, anche la più ferita, come ambito essenziale della vita cristiana...
Come cantore posso dire con orgoglio che forse la cappella del nostro Cardinale era molto "contenta" di sentire dei canti tanto belli e la voce deliziosa della nostra cara Simonetta....Indubbiamente nel cuore del nostro Cardinale, in quello del nostro Giovanni ed anche nel mio, era presente in modo forte la memoria dei giorni appena trascorsi insieme a Usokami in Tanzania, in visita ai nostri fratelli, sorelle e amici di là....Ho avuto infatti la fortuna di fare il viaggio di andata a Usokami con il nostro Cardinale, con don Tarcisio Nardelli e con il nostro Giovanni il 2 maggio u.s. Noi accompagnatori figuravamo come la "body guard" del Cardinale che era in assoluto il viaggiatore importante con passaporto diplomatico....e in questo modo svicolavamo elegantemente tutti i controlli...Belli e importanti i giorni trascorsi alla missione bolognese dove ci attendeva il vescovo Tarcisius di Iringa per i discorsi e gli accordi importanti avvenuti nei giorni seguenti. Il 10 maggio il gruppo suddetto è rientrato in Italia con il nostro Cardinale mentre io mi sono fermato fino a fine mese a Mapanda con i fratelli e sorelle delle Famiglie della Visitazione là presenti ...questo spiega le domande del nostro caro cardinale al sottoscritto (vedi foto) in cui chiede le "ultime notizie" su Usokami, sui padri, le sorelle Minime, gli amici ecc. Quest'anno insomma per le nostre Famiglie la festa della Visitazione è stata molto e per vari aspetti una "Visitazione"....grazie a Dio!
Caro don Giovanni.....ma come andrà a finire la grande tradizione che a tutto il mondo ha saputo comunicare la nostra fede cristiana? So bene che non possiamo pretendere di avere il "brevetto" della famiglia, che ha tutta una sua realtà e verità nella natura e nella storia. Ma quale forza spirituale e culturale ha, più del cristianesimo, illuminato e addirittura "santificato" la realtà della famiglia? Sono consapevole sia dei drammi della storia di questa istituzione, sia del grande travaglio che la famiglia soffre nella cultura contemporanea....tuttavia, come possiamo pensare che simile perla vada smarrita?....Lettera firmata
Mi piace, caro amico, partecipare in grande concordia alle preoccupazioni che tantosapientemente Lei espone nella sua lunga lettera della quale mi perdonerà se cito solo qualche frase particolarmente chiara e significativa.Certo che ci troviamo come esposti su un orizzonte sconosciuto e, bisogna dirlo, del tutto ignoto anche a chi con molta sicurezza annuncia la fine della famiglia tradizionale. Mi sembra incoscienza fino alla criminalità liquidare una realtà sostanziale senza minimamente prospettare un'ipotesi plausibile e altrettanto capace di coprire lo spazio essenziale della vita e dell'esperienza dell'uomo. E' vero che anche la famiglia è un memoriale non solo dei suoi straordinari doni, ma anche dei suoi limiti dolorosi nella storia delle culture. La stessa parola "famiglia" che noi pronunciamo con affetto evoca situazioni e regimi che non sempre hanno respirato l'elemento essenziale della libertà. E probabilmente bisogna accettare che anche la storia della comunità cristiana non sempre abbia saputo liberarsi da scorie di altre culture e non sempre abbia voluto accogliere lo splendore della rivelazione ebraico-cristiana nella sua interezza. Detto questo, però, le devo dire la mia serena fiducia circa quello che aspetta la comunità ecclesiale. Come alla caduta dell'impero romano, nella totale incertezza del futuro, piccole comunità cristiane, spesso piccole comunità monastiche, hanno saputo conservare tesori di sapienza e di cultura cui poi i barbari si sarebbero convertiti, con ben altro splendore i cristiani avranno il compito di custodire i grandi tesori che non saranno più omogenei alle culture o sottoculture dominanti, ma che continueranno ad essere le fonti profonde di un'umanità nuova, secondo l'amore e la pace. Questi tesori non si custodiranno nelle biblioteche dei monasteri, ma nell'umile vita e nella testimonianza lieta dei cristiani stessi. Saremo costretti a renderci conto di luci che oggi noi stessi non siamo capaci di cogliere e di accogliere compiutamente, e che saranno affidate a noi per il bene di tutta l'umanità. E noi avremo due vie per esprimerle. La prima, quella essenziale e irrinunciabile dell'annuncio e della testimonianza evangelica. L'altra, quella umile e quotidiana di una testimonianza "laicale" dove sapremo alla fine trovare termini e modi comprensibili anche a chi cristiano non si considera e cerca con passione e attenzione ciò che è vero e buono per ogni uomo e donna della terra. E' Pentecoste, la Festa suprema dell'universalismo cristiano.Un universalismo che ci è chiesto con crescente insistenza di non identificare con le adesioni numeriche e i successi plebiscitari, ma con quello che sembra essere il vero bene che tutta l'umanità attende e sospira. Buona Pentecoste. d.Giovanni.

S. Paolo consiglia: “Smetti di bere soltanto acqua, ma fa uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni.” (1Tim5,3). Non credo che S. Paolo fosse in possesso delle conoscenze medico salutistiche moderne, però aveva sicuramente tanta saggezza. Da quel consiglio possiamo comunque desumere un concetto: bere vino (non abusarne!) è sano e non contravviene a nessuna norma etica, morale o religiosa. Ecco perché ci interessiamo anche al vino.
Intanto (lo si afferma anche durante la messa nella preghiera dell’ offertorio), il vino è un dono di Dio. Platone affermava che “il vino è il più grande dono fatto dagli dei agli uomini”. Poi è anche sano. Pasteur ha dichiarato che “Il vino è la più sana ed igienica delle bevande” (e lui se ne intendeva!). La scienza e la conoscenza moderne riconoscono al vino notevoli caratteristiche e qualità terapeutiche, ricordando sempre e comunque che “il veleno è nella dose!".
Presso la parrocchia di S.Antonio della Dozza ci siamo incontrati per cinque serate, in compagnia di un esperto sommelier, proprio per parlare di vino, di come si conosce e si valuta, di come si sceglie e di come si beve in abbinamento al cibo, ma anche di come si rispetta questo dono di Dio. Ancora un’occasione per favorire il concetto di “comunità”, di “stare insieme” nella famiglia parrocchiale.
A Sammartini la festa di Pentecoste si prolunga con le solenni Quarantore nelle giornate di Lunedì 28 e Martedì 29 Maggio.
Le due giornate iniziano al mattino alle ore 6 con la recita dei salmi di lodi, proseguono con l'adorazione eucaristica durante la giornata e si concludono con la celebrazione dei vespri alle ore 18 seguiti dalla s. Messa alle ore 18,30.
Un invito speciale è rivolto a tutti per la giornata conclusiva di Martedì 29 Maggio al termine della quale ci si fermerà a cenare assieme.
A seguire:
alle ore 21.00 con ingresso libero
l'Associazione I Moschettieri
Teatro di Camelot
Presenta:
Partire su un battello tutto bianco
Spettacolo teatrale e musicale
Ironia trascritta: E. Caldiroli, A. Canepa
Regia: Alberto Canepa
Con: Mariangela Baldassarri, Rossella Belvedere, Massimo Bernardi, Roberto Bernardi, Mario Bombardini, Massimo Brasa, Elisa Caldiroli, Alberto Canepa, Francesca Citi, Federico Felziani, Fabio Foti, Jennifer Giovanetti, Dorit Kaluszynska, Michele Morritti, Paolo Pagani Cedola, Marina Mulinelli, Giancarlo Verasani, Maria Cristina Zanini.
Il consumo critico visto dai Moschettieri: un po' nave dei folli, un po' utopia, un po' bastimento carico di pietre preziose, un po' traghetto verso il futuro delle società mature.
Si tratta di un convegno/spettacolo di presentazione di un progetto promosso nell'ambito della più ampia iniziativa "Per filo e per segno - Abiti e abilità sociali".
La compagnia teatrale Moschettieri/Teatro di Camelot è composta da un gruppo di ragazzi disabili che saranno il filo conduttore di molte delle inziative di questi mesi.
La finalità principale del progetto è quella di creare uno spazio dove si incontrino tra di loro le tante piccole realtà del nostro territorio che operano con il comune intendendo promuovere l'integrazione sociale, valorizzando e dando espressione alle risorse di ciascun individuo.
Ma anche uno spazio dove si possa conoscere ed incontrare la bellezza di chi vive nelle retrovie di una società che noi vediamo come una "carovana lunga e composita, dove chi è in testa tira cercando di imporre un ritmo veloce al cammino, col rischio che non tutti possano stare al passo".
Lunedi' 28 Maggio
6:45 Lodi
18:30 Vespri
19:15 Santa Messa
Martedi' 29 Maggio
6:00 Santa Messa e Lodi
19:15 Vespri
21:00 Scuola della Parola
Mercoledi' 30 Maggio
6:00 Santa Messa e Lodi
19:15 Vespri
Giovedi' 31 Maggio
Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria
18:30 Vespri
19:15 Santa Messa
Venerdi' 1 Giugno - S. Giustino
6:00 Santa Messa e Lodi
17:00 Confessione bambini di prima comunione
19:15 Vespri
Sabato 2 Giugno Ss. Marcellino e Pietro
8:00 Santa Messa
18:30 Primi Vespri della Domenica
Domenica 3 Giugno Solennita' della Santissima Trinita'
6:00 Ufficio delle Letture
8:00 Lodi
10:00 Catechismo (ultimo incontro)
10:00 Santa Messa (Calamosco)
11:15 Santa Messa con Prime Comunioni
12Porte.tv - LArcivescovo coadiutore di Gerusalemme dei latini, mons. Fouad Twal, ha parlato ai sacerdoti bolognesi sulla difficile situazione della presenza cristiana in Terra Santa, e ha proposto alcune piste di collaborazione. Ecco il video del servizio di 12porte.tv.
Se il video ti parte in autoplay e usi Firefox puoi istallare questa estensione.
...lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome... Gv 14,26
At 2,1-11
Rm 8,8-17
Gv 14,15-16.23-26
Il foglietto va in vacanza.
Riprenderà a fine settembre!
Sorelle e fratelli carissimi, amiche e amici tutti, domani, 25 maggio, inizia il nostro nuovo cammino nella Scrittura con l'ascolto del Vangelo secondo Luca, cammino che terminerà il 17 novembre! Un lungo, meraviglioso cammino. Spero che tutti desideriamo con gioia e timore di iniziare questa strada antica e nuova nel Mistero del Signore. Oso sperare che possa essere occasione per molti di iniziare un volto nuovo della loro vita, segnato dal dono quotidiano della Parola che è il vero Pane della Vita che Dio fa scendere dal cielo, Manna viva e nuova per il nostro grande pellegrinaggio verso la Casa del Padre. Oso sperare che ci sia compagno di strada anche qualcuno che non si ritenga interno all'orizzonte della fede, ma voglia camminare con noi per qualche motivo di affetto o di spirituale curiosità.
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Caro Giovanni, sono uno scout di Bologna. Ero Capo Clan quando ormai molti anni fa tu eri Assistente della nostra Zona. Leggo volentieri le tue osservazioni sulla rubrica che curi per il Carlino.... Metto avanti una protesta che vuole tenersi nei confini della correttezza e della comprensione, ma che sente il dovere di segnalare il grande disagio in cui vengono a trovarsi molte persone che, come me, hanno avuto la possibilità di una crescita nella fede (per la mia vita l'occasione è stata lo scautismo), pur appartenendo a famiglie non religiose. Questo è anche il mio caso. Siamo due figli, un maschio e una femmina, di genitori che non si sono sposati neppure civilmente, vivono insieme da trentacinque anni, sono stati per me e mia sorella persone meravigliose, e continuano a esserlo. A me non hanno mai proibito di frequentare la chiesa, e anzi mi hanno sempre aiutato in tutti i modi a stare dentro l'associazione, nella quale ho incontrato la donna che ho sposato religiosamente e con la quale cerco di far crescere bene i nostri tre figli. Mio babbo e mia mamma però sono adesso molto tristi, e anche un po' arrabbiati per tutte le polemiche che la chiesa cattolica sta facendo per la questione dei matrimoni. Mia mamma mi ha detto la settimana scorsa: "per fortuna il nostro vecchio parroco continua a volerci bene, e anche lui ci ha detto di essere stufo di questa vicenda". Non è rischioso portare avanti una polemica in questo modo? Ormai la chiesa ha detto il suo pensiero. Adesso è meglio smettere. Tu che cosa ne pensi? Ti ricordo con amicizia.... Lettera firmata.
Caro amico, ovviamente sono passati troppi anni perchè io ti possa ricordare. La tua lettera mi è piaciuta, non solo nella parte che ho riportata, ma anche in quello che precede e segue le frasi di qui sopra. Anch'io spero che questa vicenda si concluda. Anche a me sono venute persone a chiedermi se non stiamo entrando nel rischio che molti si sentano emarginati o addirittura esclusi dall'affetto della comunità ecclesiale. I toni sono stati indubbiamente molto forti, e qualche volta anche imprudenti. Ed è vero anche quello che fai implicitamente notare circa un legame di affetto come quello tra i tuoi genitori e il loro "vecchio parroco" (che, detto tra noi, è un vecchio molto speciale!), e quindi una realtà di appartenenza "allargata" che sempre ha caratterizzato la vita ecclesiale. Ho in mente un carissimo amico, dal quale ho ricevuto grande bene, stimatissimo nella chiesa per le sue iniziative di carità sapiente, in situazione diciamo non-in-regola, e sempre accolto e trattato con molto affetto e riconoscenza dall'intera comunità diocesana. Ma soprattutto ho ben presenti parole ascoltate dal nostro Arcivescovo nelle molte ore trascorse insieme durante il viaggio in Africa delle settimane scorse. Mi raccontava del suo incontro con persone in condizione irregolare per la disciplina ecclesiale, e del bene che ne aveva riportato. E Lui stesso mi mostrava tutto l'interessamento affettuoso per loro, e il suo desiderio di continuare ad incontrarli. Forse questo serve per ricordare che ci sono due piani in cui ci si muove. E come forse anche tu ti muovi nella tua famiglia, con i tuoi tre figli: da una parte bisogna ogni tanto ricordare le "regole" della buona creanza e della convivenza, dall'altra bisogna, in queste occasioni, ancor più rassicurare tutti sull'affetto indiscutibile che ci lega insieme. E forse non solo: quando i figli sono cresciuti, e ognuno ha fatto le sue scelte, e magari noi non possiamo tutto condividere, tuttavia per noi, babbi e mamme, resta assoluta l'esigenza di accogliere tutti con lo stesso affetto. Era quello che mi dicevano anche recentemente alcune coppie di sposi anziani, impegnatissimi a mostrare tutto il loro affetto ai loro figli, pur nella diversità delle loro scelte di vita. Solo chi vuole molto bene, può essere molto autorevole. Con amicizia. d.Giovanni.
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