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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Giovanni (del 29/04/2007 @ 15:01:49, in Cose di questo Mondo, linkato 249 volte)

Cose di questo mondo - Resto del Carlino 28 aprile 2007

Sono in partenza per l'Africa. Accompagno il nostro Arcivescovo pur non ricoprendo pi l'incarico di Vicario che l'anno scorso giustificava e forse esigeva la mia partecipazione alla prima visita pastorale del card. Caffarra nella nostra Missione in Tanzania. Lui ha voluto chiamarmi con S - non ne ho ben compreso il motivo, ma gliene sono grato - e spero di potervi mandare una cronaca da l per la prossima domenica. In questi mesi sono entrato sempre pi nel dramma di cui si occupano nella missione, insieme ai preti e alle suore bolognesi, le mie sorelle Elisabetta, Angela e Stefania: l'AIDS, che ha invaso il continente africano. Se ne parla poco, ma sar per l'Africa una tragedia epocale. Penso sia bene che cominciamo a rendercene conto, anche perch le catastrofi collettive esigono sempre un ripensamento profondo non solo da chi ne viene travolto, ma anche da chi, come noi, ne siamo spettatori forse un po' distratti e superficiali. E' molto difficile e delicato dare delle cifre della tragedia, anche perch una comprensibile - ma pericolosa - ritrosa ostacola che gli africani stessi "accettino" la realt, e si muovano in direzione di una via di liberazione. Basti dire che in quella terra la popolazione di et compresa tra i venti e i quarant'anni tende ad estinguersi per la ferocia del male. E quindi in pericolo di scomparsa la fascia produttiva della popolazione. Un popolo di bambini, e di nonni sopravissuti. Da alcuni anni con molto coraggio un movimento ecclesiale italiano si impegnato nella lotta contro il flagello. Finora le grandi multinazionali farmaceutiche sono rimaste chiuse di fronte alla terribile emergenza, e solo un medicinale, "rubato" loro da una industria indiana, ha consentito di intervenire in prima emergenza. Bisogna infatti tener conto che solo l'incrocio di pi farmaci efficace. Ora cominciano ad arrivare farmaci donati dal mondo sviluppato: ben vengano, anche se il "ragionamento" che ha spinto verso questa decisione la paura che, morendo un intero continente...venga a mancare un possibile mercato! Su questa povert, e su molte altre, la comunit ecclesiale di Bologna ha rivolto il suo sguardo di fratellanza e di partecipazione. I lettori della nostra Rubrica ricorderanno che gi in passato abbiamo lanciato l'iniziativa del soccorso a mamme sieropositive in attesa di un bambino, e come con quattrocento euro si possa far nascere un bambino sano, avviando anche la sua mamma verso un recupero. La determinazione quasi caparbia dell'Arcivescovo che dopo pochi mesi vuole ritornare a visitare la Missione esprime in modo forte la commosa solidariet di Bologna per questa terra martoriata, e celebra in maniera concreta la fecondit del Vangelo di Ges che si fa carne nella carne ferita di quelle popolazioni. d.Giovanni

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Di Giovanni (del 22/04/2007 @ 14:58:36, in Cose di questo Mondo, linkato 291 volte)

Cose di questo mondo - Resto del Carlino 22 aprile 2007

Cara Annamaria, dolce sorella, amica mia, stato bello oggi essere con te, con il tuo sposo, e la grande schiera dei tuoi fratelli e delle tue sorelle. E celebrare la Messa. E amministrarti lUnzione che assimila la tua croce alla Croce del Risorto. Abbiamo guardato insieme verso questa domenica, e insieme abbiamo chiesto al Signore di potere essere su quella barca, e anche noi riconoscerti, e anche noi potere rivestire la nostra fragile nudit dellabito battesimale di Pietro il pescatore. Mi piace ora trasmettere i nostri pensieri a qualche amico, magari anche lui come noi debole nella fede e bisognoso come noi di un giorno nuovo.
E' ormai finita la lunga notte di una storia misteriosamente segnata da una segreta e profonda percezione di solitudine, e da un'angosciante sterilit. Una storia che deve confessare di non aver trovato ci che veramente la pu nutrire. Un triste "no" davanti alla sua stessa sopravvivenza. La sapienza che scaturisce dalla rivelazione ebraico cristiana celebra in ogni modo la realt di un nuovo giorno , di un tempo nuovo dove vale la pena di "gettare la rete" ancora una volta, senza lasciarsi scoraggiare da quella che sembra essere una povert insuperabile e una condizione di definitivo stallo. Due atteggiamenti sono da considerare particolarmente preziosi: quello di riconoscere e comunicare la svolta positiva della vicenda umana ("E' il Signore!"), e di ritornare e di ritrovare una sapienza della comunione capace di proteggere la nudit di una solitudine che segna l'esistenza di ogni individuo, ma anche di ogni comunit, o cultura, o popolo... Lo slancio vitale si raccoglie ora in direzione di una riva di ritrovata pace nella comunione d'amore.In questa terra nuova si celebra finalmente una mensa comune tutta gratuita e nello stesso tempo arricchita da quello che ogni persona al mondo, e ogni comunit, possono portare. E' la scoperta che la povert dell'antica solitudine vinta e superata da un nuovo "convenire" e da una sovrabbondanza simile a quella che consente a cinque pani benedetti e spezzati nella fraternit di nutrire una moltitudine di uomini, donne e bambini. Qual' la segreta energia e l'inarrestabile potenza che promuove e fa crescere questa situazione nuova? Un nuovo, grande, volere bene, un amore che porta sino all'offerta della vita. All'antica competizione della violenza si oppone e si afferma la nuova emulazione d'amore ("..mi ami tu pi di costoro?.."). Alla vecchia gloria mondana che si manifesta e si afferma nella vittoria sulll'altro e sulla potenza di dare la morte, ora si oppne e si afferma la gloria nuova del fecondo dono di s. d.Giovanni

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Di Giovanni (del 21/04/2007 @ 07:56:57, in Cose di questo Mondo, linkato 255 volte)

Cose di questo mondo - Resto del Carlino del 15 aprile 2007

Per la seconda volta in poche settimane mi incrocio con un certo scontento nei confronti di Dio. In quaresima era stata la vicenda di quell'uomo onesto e scrupoloso che non riusciva a tollerare la mollezza di suo padre, di Dio appunto, tutto impegnato a far festa al figlio minore, un debosciato sperperatore che dopo aver dissipato mezza sostanza famigliare veniva in cerca di un pezzo di pane ed era ricevuto con feste mai viste prima in quella casa. Una casa benestante, certo. Ma dove era necessario tener ferma una plurisecolare tradizione di amore al lavoro e di modestia del tenore di vita. Una casa che poteva permettersi ogni comodit, ma dove l'appello al dovere quotidiano di ciascuno era sempre stato lo stile e il vanto della famiglia. La bomba di questo figlio depravato era stata grande prova per tutti. Ora per sembrava al di l di ogni buon senso e di ogni corretta abitudine famigliare la debolezza senile di questo Dio Padre e di tutti i suoi abbracciamenti per chi nulla meritava, se non le giuste conseguenze di una strada balorda.
In questa settimana di Pasqua mi sono riposato su un testo biblico pi antico. Sulla vicenda di Giona profeta, della sua fede sincera, e, anche per lui, del suo sdegno per un Dio che provoca nel suo popolo un'enorme confusione. Inutile dare una Legge, tempo perso cercare di custodire con amore geloso le linee portanti di una vita umana degna di Dio...per poi lasciarsi vincere da buonismi assurdi, disposti a lasciarsi convincere da lacrimose commedie di pentimento, comprese le mutandine di sacco penitenziale fatte indossare anche ai cagnolini. Quasi una presa in giro. Giona troppo intelligente e troppo esperto per non sapere che questa la "debolezza" di Dio, e che quindi necessario arrivare qualche volta a "tagliare l'angolo" per non farsi complici di un Dio talmente esposto ai sentimenti da lasciarsi prendere in giro da tutto il mondo. Un Dio serio un Dio che sta fermo nelle sue linee, e che fa patti chiari con tutti e con ciascunno. Nessuno escluso da casa. Ma la Casa di Dio ha le sue regole. Regole, tra l'altro che non sono assurdit e misticismi, ma linee di buon senso e norme semplici e ovvie di buon comportamento. Si sa che il mondo va per le sue strade assurde. Ma Lui non si ferma! Lui si riempie di ansiosa preoccupazione per la citt pagana e non si mette in pace finch non costringe il povero Giona a farsi annunciatore di un giudizio tremendo che Giona sa benissimo non verr mai posto in atto. Non si sa come n perch, ma questi abitanti di Ninive mettono insieme una specie di liturgia penitenziale collettiva e il Buon Dio tutto contento. Ma Giona no. Giona non ci sta. Portare avanti in questo modo le cose vuol dire confondere ogni possibile progetto di riforma vera ed efficace. Mi veniva in mente l'ira furibonda del vecchio Grande Inquisitore nell'inserto dei Fratelli Karamazov davanti al sorriso silenzioso di Ges che si lasciava accusare dello stesso crimine commesso a Ninive. E mi veniva in mente ancora una volta la "trovata" meravigliosa di Dio per venir fuori da tutte queste obiezioni e accuse. "Quaranta giorni e Ninive sar distrutta" era l'inconsistente minaccia che il povero Giona doveva annunciare. Ed eccoti Ninive tutta bella in piedi, come se niente fosse stato. Per questo, Dio Padre aveva chiesto al Figlio la disponibilit per una strada che l'avrebbe portato fino alla Croce. Vicenda di un Dio che entra nella distruzione per toglierci dalla distruzione. Risurrezione del Crocifisso, perch resti ormai fissata nel firmamento della storia umana la vicenda del Dio buono che non vuole la morte del peccatore e muore per lui. Buona Domenica. d.Giovanni.

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Di Gabriele (del 15/04/2007 @ 07:25:00, in Africa, linkato 537 volte)

Nello scorso anno 2006 il lavoro di traduzione in kiswahili ci ha visti impegnati in ambiti nevralgici della vita e della fede della Chiesa. Abbiamo cos potuto dare un ulteriore contributo di testi fondamentali per la formazione cristiana della Chiesa locale e dei singoli fedeli, continuando a lavorare nel nostro appartato e accogliente villaggio di Mapanda, e offrendo il frutto di questo nostro lavoro - almeno per la maggior parte, direttamente o indirettamente - alla Conferenza Episcopale Tanzana.

1. Liturgia: Avevamo tradotto nel 2004 la prima bozza dell'Istruzione Generale al Messale Romano (2002), che poi stata discussa e migliorata dalla Assemblea Plenaria dei Vescovi. Ci stato recentemente restituito il testo finale, con l'approvazione vaticana, per prepararlo per la stampa. Ora in corso di pubblicazione presso la tipografia benedettina di Ndanda, nel sud-est del paese, dove da anni ormai stampiamo i nostri volumi. Per questo - come peraltro per ogni pubblicazione di quanto da noi tradotti - sentita gratitudine va ai fratelli e sorelle della Chiesa di Bologna, che con l'opportuno coordinamento della Associazione S. Kizito, raccoglie e fornisce sempre quanto necessario a coprire ogni spesa connessa alle pubblicazioni. Nel contempo procediamo - seppure con cautela, data la delicatezza dell'ambito - alla traduzione di parti dello stesso nuovo Messale. Questo ci stato richiesto, in quanto siamo membri dal 2004 della Commissione Liturgica della Conferenza Episcopale, come traduttori. Facciamo parte di una equipe di lavoro, coordinata dal Segretario della suddetta Commissione, Mons. Julian Kangalawe, che pure nostro carissimo amico ed esperto consigliere fin da quando nel 1988 abbiamo cominciato - con un certo tremore - a tradurre in Kiswahili. Il lavoro rallentato dal fatto che non si sia ancora ottenuto ufficialmente da Roma l'approvazione "per l'uso liturgico" di quella edizione della Bibbia Swahili, base del linguaggio e di molte preghiere del Messale, che come sapete - dall'inizio dell'uso delle lingue volgari (1967) ad oggi - quella che anche recentemente stata ristampata a cura della Chiesa di Bologna, per conto e su richiesta ufficiale della Conferenza Episcopale Tanzana. Durante la visita a Usokami e Iringa di S.E. il Card. Carlo lo scorso anno emersa la proposta di contribuire a completare la parte del Breviario ancora mancante (Ufficio di Letture) e revisionare tutto il restante. Tale lavoro lo svolgiamo in collaborazione con gli insegnanti del Seminario Maggiore di Peramiho, ma attualmente in fase di organizzazione e raccolta del materiale gi disponibile, cio le letture patristiche e i responsori di ogni giorno. Il lavoro per rallentato non solo dal non avere la Bibbia liturgica approvata, ma anche dal fatto che ovviamente richiesta prima l'approvazione del Messale e di tutte le sue orazioni, da cui molto materiale deve essere attinto.

2. Per la collana "Mapokeo yaliyo hai" (Tradizione Viva), sezione Magistero, siamo (stati) impegnati su due fronti, entrambi di grande rilevanza: ecumenismo e dottrina sociale. Per quanto riguarda l'ecumenismo, siamo in fase conclusiva della traduzione del Dichiarazione Congiunta Cattolico-Luterana sulla Dottrina della Giustificazione. Documento breve, quanto denso; e soprattutto importante ponte di dialogo tra due comunit cristiane qui presenti fin dall'inizio dell'evangelizzazione, quando non mancavano contrasti, anche vivaci, di cui ancora qua e l si vede traccia. Con questo documento la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa Cattolica hanno raggiunto un consenso su verit fondamentali della dottrina della giustificazione, e sulla base di tale consenso, hanno dichiarato ufficialmente che "l'insegnamento delle Chiese Luterane presentato nella Dichiarazione non colpito dalle condanne del Concilio di Trento, e le condanne delle Confessioni Luterane non colpiscono l'insegnamento della Chiesa Cattolica cos come esso presentato nella Dichiarazione". Contiamo che sia disponibile al pubblico entro il prossimo anno.Rispetto al secondo ambito, abbiamo dato un buon contributo alla pubblicazione del Compendium della Dottrina Sociale della Chiesa. Quando ci stato chiesto di tradurre quel testo abbiamo fatto la controproposta di costituire un gruppo di lavoro e di dividerci i capitoli. Cos stato, con la felice conseguenza di, non solo alleggerire il carico di lavoro, ma anche di potere scambiare pareri e proposte linguistiche con altri, ben pi dentro di noi all'argomento del volume. Oltre a tradurre parte del testo, stato nostro compito preparare anche l'Indice analitico. Il volume gi pubblicato, pure questo a Ndanda, a cura della commissione Giustizia e Pace Tanzana, e con il copyright del Vaticano. Entrambi questi testi potranno essere un prezioso contributo per la preparazione del secondo Sinodo Africano.

3. Bibbia. Un impegno notevole di tempo ed energie, ha richiesto nello scorso anno la traduzione del libro del Siracide. Le Paulines Pubblications Africa ci hanno chiesto di partecipare alla traduzione in Kiswahili della loro African Bible, affidandoci il Siracide e altri libri Deuterocaonici (quei 7 libri dell'Antico Testamento non accolti nelle Bibbie protestanti). Con l'aiuto di strumenti linguistici adeguati, (che hanno soccorso la nostra - per certi aspetti - indeguatezza) abbiamo terminato appunto il Siracide, testo purtroppo non tradotto tanto bene neppure nella edizione "di Bologna" della Bibbia. Prospettiamo anche una stampa a nostra cura di questo libro (insieme al libro della Sapienza, a cui pure dovremo lavorare), con una introduzione e poche note di carattere prevalentemente filologico. Accanto a questo, in ambito biblico, abbiamo con fatica completato un abbozzo di traduzione di un importante documento della Pontificia Commissione Biblica, ormai di diversi anni fa (1993): "L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa", che autorevolmente ripropone e valorizza l'interpretazione spirituale della Scrittura. La revisione di questa bozza richieder attenzione, tempo e contributi di vari esperti in questo anno, e la pubblicazione non potr quindi essere immediata. Speriamo comunque che anche questo documento ufficiale, a cui contiamo di affiancare il pi abbordabile e ugualmente formativo testo che ci ha lasciato il nostro carissimo d. Umberto Neri: "Leggere la Bibbia perch e come", aiuti ad diffondere la Bibbia e ad accrescere l'amore per essa. Entrambi questi testi, seppure in modi diversi, pensiamo possano essere un contributo per le settimane di preghiera bibliche che periodicamente si tengono alle "Tende di Abramo", in particolare per i giovani della nostra Parrocchia.

4. Altri testi per la collana "Tradizione Viva". Abbiamo ormai pronto per la stampa il volume di Martin Buber "Il cammino dell'uomo", che tanto bene ha fatto a molti, e che pensiamo possa anche qui dare un prezioso contributo per l'approfondimento della vita di fede, e non solo dei giovani. E anche per la crescita della simpatia verso la sapienza ebraica, e per la conoscenza almeno iniziale della ricca tradizione dell'ebraismo europeo. Abbiamo nel cassetto, gi tradotti in kiswahili, ma bisognosi ancora di revisione, oltre che di buone introduzioni e note, alcuni importanti testi patristici. Il commento alla Lettera dell'Amore (1Giovanni) di S. Agostino; e i 4 testi sulla Verginit, di s. Ambrogio. Purtroppo l'esiguo numero di traduttori non ci permette di fare tutto quello che vorremmo; e la nostra speranza che si possano avere stabilmente collaborazioni locali finora rimasta una speranza!

5. Dizionari e Universit. Per finire una nota, che non ci sembra priva di interesse, seppure esuli dall'ambito esclusivamente o immediatamente ecclesiale. dello scorso dicembre una lettera ufficiale del Direttore dell'Istituto di Ricerche sul Kiswahili (TUKI) che ha sede presso l'Universit di Dar es Salaam, con la quale ci autorizza ufficialmente a servirci del Dizionario Swahili-Inglese compilato e pubblicato dal loro Istituto come base per un dizionario Swahili-Italiano. Vi stiamo lavorando in realt ormai da molti mesi, sfruttando ogni tempo libero, e con la collaborazione anche di amici italiani con buona competenza di inglese e swahili. I contatti, le conoscenze e anche la collaborazione ormai pluriennale con l'Istituto del Kiswahili, a cui spesso ci siamo rivolti per consigli lessicografici nel corso dei nostri lavori precedenti, ci ha meritato questa fiducia di cui siamo onorati. Questo dizionario, una volta completato e pubblicato (in parte da noi, e in parte a cura e spese dello stesso Istituto) verr ad affiancarsi a quelli pi specialistici che abbiamo prodotto nel corso degli anni passati: il Dizionario Cattolico in 4 lingue (Inglese, Italiano, Kiswahili e Latino), strumento per i traduttori di documenti ecclesiali, pubblicato nel 1999; e il Dizionario Greco-Swahili del Nuovo Testamento, consegnato in bozza nel 2005 alla Societ Biblica Tanzana, a cui abbiamo lavorato con piacere con spirito ecumenico. Tutto questo un contributo ulteriore della Chiesa di Bologna alla crescita della fraternit con la Chiesa gemella di Iringa. Noi che di questo siamo "operai" a Mapanda desideriamo ringraziare voi tutti quanti che ci sostenete con la simpatia, la solidariet e la preghiera.

Mapanda 30/01/2007, Gabriele Maria Brandolini

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