Su Jesus di settembre mi ha impressionato il titolo di un breve articolo di Iacopo Scaramuzzi: «Riforma sanitaria: i vescovi cattolici critici verso il presidente Obama». Poi, il contenuto dell’articolo è più complesso di quanto non facesse immaginare il titolo. Ma il problema non sta tanto nelle ragioni o non ragioni dei vescovi nei confronti di un progetto legislativo. Il vero problema è ormai quello di un certo sentimento di saturazione nei confronti di questi interventi.

E non perché i vescovi non debbano esprimere il loro pensiero su ogni questione, ma perché è difficile affermare che questo sia il loro compito privilegiato, e la missione dell’intera comunità cristiana. Invece, stando in mezzo al Popolo del Signore, l’impressione è che spesso ci sia più preoccupazione di vigilanza nei confronti dei pubblici poteri, che attenzione ai cristiani e alla loro testimonianza evangelica. Certo, è un dolore dover constatare che tante volte le leggi non sostengono la vita dell’uomo, ma la umiliano e la deprimono.

Tuttavia mi sembra si debba ricordare che il compito primario di tutti noi, dai vescovi al più piccolo dei discepoli del Signore, è l’annuncio della Buona Notizia di Gesù. È un "tesoro nel campo" oggi molto raro l’annuncio di tutte le cose belle che Gesù fa e insegna in mezzo alla nostra storia. Non è difficile fare esempi di ciò. Nella preoccupazione dei vescovi americani sta il sospetto che la riforma sanitaria arriverà a finanziare l’aborto. È bene tener presente che, se si potesse impedire simile guaio, la conseguenza inevitabile sarebbe la possibilità di accedere all’aborto solo da parte delle persone abbienti. È come la questione del preservativo nel dramma africano dell’Aids. Certo che non è il preservativo la risoluzione del problema. Ma è chiaro che una formazione culturale e morale, che peraltro nessuno Stato africano ignora e respinge, esige tempi lunghi.

E intanto? Intanto, per moltissimi, il preservativo è un salvavita necessario. Noi cristiani perdiamo tempo, e soprattutto sbagliamo, se ci limitiamo al tentativo di fermare leggi sbagliate. A noi è affidato il compito primario di testimoniare e annunciare quanto sia bella la vita rivisitata da Gesù di Nazaret. Quale meraviglia possa e debba essere la nascita di un uomo. Come anche la nascita di una persona "minore", meno "uguale" agli altri, possa essere principio di tanto bene… E così per ogni realtà e per ogni vicenda.

Questa è l’ora in cui dire come è bello spezzare un unico Pane perché tutti possano nutrirsi. Come è importante che il Signore abbia scelto i poveri per confondere i ricchi. Come è bello comporre nella pace ogni conflitto. Speriamo dunque in questo "tesoro nel campo": superare la prigionia di tanti "no", e intonare a voce alta e a gioia piena il Vangelo di Gesù.

Don Giovanni Nicolini su Jesus n° 10 dell’ottobre 2009.
Fonte: finesettimana.org

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